mercoledì 30 marzo 2011

CIS...SIAMO ANCHE NOI PER UN QUARTIERE MIGLIORE


Abbattiamo …. i pregiudizi: idee e proposte per TOR BELLA MONACA “.

È questo il titolo di un incontro organizzato dal PD, a cui siamo stati invitati a partecipare anche noi.

Dal momento che il governo prevedeva la discussione di tematiche come il sociale, la cultura e la legalità, ci è sembrato opportuno partecipare ed intervenire. Abbiamo così preparato un intervento discutendo prima insieme su queste tematiche e raccogliendo le impressione di tutti. Abbiamo cercato di spiegare i nostri punti di vista e le nostre esigenze.

Ora non ci resta che aspettare per capire se qualcuno vuole davvero darci ascolto!!!!

La mia partecipazione al convegno


Mi chiamo Bruno, faccio parte della consulta per l’handicap, e vivo non a Tor Bella Monaca, ma nel 8° Municipio. Tuttavia conosco molto bene questo quartiere perchè lo frequento da anni, insieme ad un gruppo di amici che vedo quotidianamente presso un centro diurno per disabili presente sul territorio.
Non siamo qui per esporre proposte per la riqualificazione di questo territorio.
Io e gli amici qui presenti, non vogliamo fare proposte nuove perchè riteniamo che non servono nuove idee.
Basterebbe realizzare quelle di cui si parla da tempo e che poi non vengono mai completamente realizzate!
In questo territorio è forte l’esigenza di un miglioramento della legalità e della sicurezza, per cui sarebbe sicuramente utile ai cittadini un rafforzamento reale della presenza delle forze dell’ordine per le strade. Questo però è necessario per affrontare l’emergenza del quotidiano.
Ma occorre anche progettare uno sviluppo forte della cultura e sopratutto realizzare questi progetti.
Quel che serve è migliorare la qualità della scuola in questo quartiere come in altri, aumentare i luoghi in cui si fa cultura per favorire ai giovani un’alternativa alle bische, perchè siamo convinti che attraverso lo sviluppo della cultura, si combatte anche la delinquenza, la povertà, l’ignoranza....
È poi fortemente necessario rafforzare il sociale, data la numerosità dei portatori d’handicap che vivono in questo quartiere, proponendo magari interventi altri che vadano oltre il puro assistenzialismo, certamente necessario ai portatori d’handicap grave, ma non completamente soddisfacente per quei disabili che potrebbero essere aiutati a diventare una risorsa per la società piuttosto che un costo.
Personalmente sono grato alle istituzioni che hanno messo a mia disposizione centri come il CIS, all’interno del quale ho trovato le risorse per poter combattere alcune problematiche personali.
Oggi le mie esigenze sono cambiate: ho bisogno di sentirmi pienamente parte di questa società e completamente autonomo.
Ma la mia integrazione sociale, la mia autonomia saranno complete solo se passeranno attraverso un reale inserimento lavorativo!
E questo francamente è vero non solo per noi ragazzi disabili, ma per tutti quelli che come me, giovani o meno giovani, di Tor Bella Monaca o non, hanno bisogno di un lavoro per vivere...
Per qualche tempo ho pensato che le cose andassero per il verso giusto.
Ero stato inserito, insieme ad alcuni amici, in un progetto per la manutenzione di alcune aree verdi del quartiere.
Si trattava di un piccolo impegno fatto di poche ore mensili, che tuttavia ci permetteva di sperare nel futuro. Siamo invece stati privati anche di quel piccolo sostegno.
Insomma le cose stanno così: non sono abbastanza “disabile” per avere diritto ad una pensione, ma sono abbastanza “disabile” per non avere diritto ad un lavoro!
Ma la riqualificazione di un quartiere non parte dalla qualità di vita offerta ai suoi cittadini?

Torbellamonaca BIS


Eccolo! E’ arrivato Sansone con Maciste ed Ercole! Butterà giù le torri, per riqualificare il quartiere! Ebbene dopo una attenta conoscenza e riflessione su questo territorio, il nostro caro Sindaco sarebbe giunto alla conclusione che ciò che serve a promuovere il futuro di questo quartiere è l’abbattimento delle torri e di qualche altro complesso residenziale popolare.

Temi come: delinquenza, abusivismo, razzismo, spaccio di stupefacenti, furto, pestaggio, prostituzione sono problemi che non vengono affatto analizzati e ne presi in considerazione.

Le torri non sono certo una bellezza architettonica ma i problemi elencati sopra sono dentro le persone non dentro le mura delle case.

Bisogna intervenire per sviluppare legalità ed occuparsi dei problemi reali della gente!

Bisogna offrire opportunità di lavoro, migliorare la scuola, creare luoghi di aggregazione e ricreazione dove spendere bene il proprio tempo libero.

La redazione

Lazzaro alzati e cammina


Da un po’ di tempo a questa parte, l’INPS sta richiamando i portatori d’handicap a controllo per verificare se le invalidità sono reali o falsificate. Questo accade perché un tempo era possibile corrompere medici compiacenti per ottenere falsi certificati di malattie varie da utilizzare per accrescere il punteggio di invalidità necessario per il riconoscimento della pensione di invalidità. Tuttavia ci sembra una esagerazione chiamare per il controllo persone nate, per esempio, con una tetraparesi spastica che difficilmente vedremo camminare nella loro vita.

Certo tutti ci auguriamo il miracolo, ma sembra che ciò accada piuttosto raramente....

Speriamo che i medici che fanno questi controlli siano coscienziosi ed obbiettivi, e che non ci sottraggano quel piccolo sostegno che ci è stato concesso.

Rosella

Scusate il ritardo


La sveglia suona, io la sento, la spengo, mi rimetto giù, mi giro dall’altra parte e continuo a dormire.

Ed è cosi che succede, che uno arriva in ritardo a scuola, al lavoro, al C.I.S.

Il ritardo può dipendere da tanti fattori: traffico, scioperi, manifestazioni, si sbaglia autobus ed altro.

Queste sono ragioni senz’altro valide, ma sono solo e soltanto queste le ragioni che si possono elencare? O ce ne sono altre che non dipendono da fattori “esterni”, ma bensì “interni”. Certamente si.

Tuttavia talvolta il ritardo è causato da pigrizia, sonno, perché si è andati a letto tardi, non rispetto degli orari, non rispetto per gli altri.

Spesso si dimentica che il proprio ritardo blocca anche il lavoro altrui!!

Ebbene si! Qualche volta non è semplice fantasticare per trovare una buona scusa!

P.S.

Le più spiritose!

Scusate mi si è rotto l’orologio!

Scusate mi si è rotta la sveglia!

Scusate ma ho forato!

Scusate ma il cane è stato male.

Scusate ma l’autobus non si è fermato!

domenica 11 aprile 2010

NOI DISABILI PRIVATI DEL FUTURO


La denuncia di un gruppo di giovani disabili del CIS - Centro Diurno H della Comunità Capodarco di Roma onlus, che da più di un anno hanno perso il lavoro: "Pulivamo e curavamo la manutenzione del verde di alcune aree pubbliche di Tor Bella Monaca. Purtroppo adesso non se ne occupa più nessuno e il quartiere è ripiombato nel degrado".

venerdì 19 febbraio 2010

Ancora tagli nel sociale

Potremmo indicare questi ultimi anni come quelli in cui si è diffusa “l’epidemia” dei tagli nel sociale.
Sono stati fatti tagli alle terapie per la riabilitazione continuamente, molti facevano terapia 5 volte a settimana, poi gli è stata ridotta a 3 volte, ma c’é il rischio che diminuiscano ancora.
Non è stato riconfermato al Green Group l’incarico di “Manutenzione e pulizia di Piazza G. Castano”.
Negli anni sono stati ridotti sempre più i fondi per i progetti di rilevanza sociale.
Altra novità, la notizia dei tagli al Progetto “Roma per te” che ha dato l’opportunità a tante persone portatrici di handicap di poter visitare i monumenti di Roma.
Vogliamo spiegare alle istituzioni perchè non accettiamo tutti questi tagli, e nel caso specifico del Progetto “Roma per te”, lo spieghiamo in questa lettera:

Lettera aperta

Siamo 36 ragazzi portatori d’handicap che frequentano il CIS – Centro Integrazione Sociale, un Centro Diurno del Servizio Handicap Adulti dell’VIII° Municipio.
Per molto tempo abbiamo avuto il piacere di partecipare alle gite organizzate all’interno del Progetto “Roma per te” dalla Co. In..
Queste gite hanno offerto a noi tutti un momento ricreativo all’interno del quale abbiamo avuto l’opportunità di conoscere nuovi luoghi mai visti, di interesse anche culturale.
Alcuni di noi sono carrozzati, per cui hanno serie difficoltà a muoversi con la famiglia per partecipare alle visite guidate organizzate per il pubblico.
Per noi queste gite rappresentano un momento di svago e divertimento perchè ci permettono di andare in giro in gruppo, condividendo le bellezze della nostra città.
Per queste ragioni noi tutti, insieme agli operatori del Centro, chiediamo alle istituzioni di riapprovare il Progetto “Roma per te”, per continuare ad avere l’opportunità di affrontare i nostri disagi almeno con qualche momento di allegria.

Roma 20 gennaio 2010 Firma
firma degli utenti

martedì 9 febbraio 2010

Vogliamo tornare a lavorare

PER DIECI ANNI HANNO PULITO UNA PIAZZA PRIMA DI ESSERE LICENZIATI E SOSTITUITI DA UNA COOPERATIVA CHE NESSUNO HA MAI VISTO
da un'intervista apparsa su "Fiera dell'EST" a cura di Marco Carta
Pulivamo piazza Castano e ora sono relegati in casa perchè non gli viene più permesso “Vogliamo tornare a lavorare”. A fare questo appello non sono disoccupati qualunque, ma i ragazzi diversamente abili del Cis, il centro diurno di via dell’Archeologia. Bruno Scipioni e Alessandra Maisano sono due dei ragazzi che per dieci anni hanno reso piazza Castano un luogo civile e pulito.
La loro storia inizia diversi anni fa, quando la piazza venne riqualificata con i soldi delle cento piazze, due milioni di euro il costo. La manutenzione del verde venne affidata ai ragazzi del Cis che per i primi anni, coadiuvati dagli operatori del centro, se ne occuparono come volontari per poi ottenere l’affidamento dal dipartimento per le periferie. Il contratto per la gestione dello spazio verde veniva rinnovato di anno in anno. Questo fino allo scorso aprile quando il comune ha ringraziato il centro diurno e affidato ad un altro cooperativa sociale di Subiaco “che pero non si è mai vista – puntualizza Bruno – La piazza ora è completamente distrutta perchè da quando non ci siamo più noi non pulisce più nessuno”. Lo scorso 15 settembre i cittadini della zona sono scesi in piazza per manifestare in sostegno dei ragazzi e per denunciare la situazione della piazza. Armati di scopa e ramazza hanno ripulito tutta l’area, che ora a distanza di mesi è tornata un porcile. sembrava che quel giorno, che vide la partecipazione di diversi consiglieri municipali, potesse essere l’inizio di un’apertura da parte delle istituzioni. Invece niente.
I ragazzi sono ancora senza lavoro, e la piazza rimane sporca”. Non ce la facciamo più a stare cosi e a vedere la piazza sporca perchè chi dovrebbe pulirla non lo fa, mentre a noi che lo abbiamo sempre fatto non viene più permesso. Vogliamo tornare a lavorare. Pulire la piazza era una cosa che ci gratificava oltre a darci un’autonomia, non solo economica, che non abbiamo più. guadagnavamo 150 euro al mese, non un grande cifra ma abbastanza per essere più indipendenti e per dare una mano a casa, cosi da pesare meno sulla nostra famiglia. Noi andiamo al Cis stiamo imparando a essere autonomi, facciamo il laboratorio di giardinaggio, ma se non mettiamo in pratica le cose che studiamo, diventa tutto più difficile”.
Come Bruno e Alessandra altri 8 ragazzi sono rimasti a casa. “Per alcuni di loro e stato un trauma –spiega Siriana Madre di Daniele – anche perchè credono che la causa questa situazione sia loro. Pensano che il lavoro gli sia stato tolto perchè hanno lavorato male.
Per loro era tutto, quando lavoravano si sentivano come gli altri”. Ridare questo lavoro ai ragazzi del Cis sarebbe un grande gesto di civiltà da parte delle istituzioni. Si aiuterebbero dei ragazzi a sentirsi meno diversi, ma uguali agli altri, senza contare che quella piazza sarebbe un po più pulita. “La gente del quartiere – concludono Bruno e Alessandra –si era affezionata a noi, ci conosceva. Ora che vedono la piazza sporca quando ci incontrano ci chiedono perchè, alcuni addirittura si arrabbiano pensando che la pulizia spetti ancora a noi”. Vaglielo a spiegare che lo sporco più grande si trova altrove

martedì 4 agosto 2009

le vacanze di Bruna


La mattina del 7 luglio di questo anno mi hanno chiamato per comunicarmi la località di vacanze: Cesenatico. Finalmente al mare.
Il giorno della partenza per le vacanze tanto sognate durante l’inverno è stata fissata per il 22 luglio. Sono partita da Roma alle 8:00 del mattino da Grotte Celoni, un quartiere vicino a Tor Bella Monaca. Ad attenderci un meraviglioso pullman turistico che ci ha condotto a Cesenatico.
Il mio gruppo di vacanzieri era formato da: Pasquale, Rossana, Alessandro, Roberta, Alessandro bis, Alfredo, Francesca e Bruna,
Gli operatoti erano:Dario, Lucio, Elena, Marta, Annalisa, Francesco, Maila, Renato, Maria, Carla e Monica.
Appena arrivati, nel tardo pomeriggio, il gestore dell’hotel ci ha consegnato le chiavi delle stanze e una volta sistemati i bagagli ci siamo riposati, e rinfrescati con una bella doccia e dopo
siamo scesi per ora di cena.
La mattina ci alzavamo presto per andare al mare che distava circa cinquecento metri ed era l’occasione di arrivare in spiaggia facendo una bella passeggiata.
Accanto alla spiaggia c’era uno spazio con la piscina..
Mi alzavo presto per andare a fare colazione poi ritornavo in stanza per prepararmi per andare al mare. Appena arrivata mi sono seduta sul lettino a prendere il sole e le operatrici ci hanno messo la crema protettiva su tutto il corpo.
Una sera abbiamo preso il tandem per andare a fare un giro al centro.
Prima di partire il penultimo giorno abbiamo preso il pedalò siamo saliti e allontanandoci dalla costa siamo andati al largo.
Mi hanno spinto dal pattino per farmi fare il bagno, ho avuto una sensazione di panico ma alla fine è stato bello.
Con i miei amici mi sono divertita, però mi è dispiaciuto per un ragazzo che si à sentito male.
Alfredo, un mio amico, mi ha prestato per le lunghe passeggiate la sua carrozzina, perché la strada era molto lunga e faticosa. E’ stata una bella esperienza e spero di ripeterla anche il prossimo anno.

Aspettando le vacanze


Sono contento di andare in vacanza a Cesenatico il 24 agosto e spero di divertimi e trovare una ragazza che mi piace e fare il bagno e sentirmi al mio agio e trovare l’anima gemella.
Mi piace nuotare sotto l’acqua, giocare a pallavolo con gli amici e con il mio amico Carlo
e fare il bagno con una donna. Prima di partire dovrò comprare un pò di cose per il viaggio i costumi e l’asciugamano. Il mio papa mi aiuterà a fare la valigia. E’ il primo anno che parto per i soggiorni e sono entusiasto di trovare la donna da sposare un sabato e giocare al biliardino, mi porterò la radio per ascoltare la mia Squadra del cuore: la Roma. Con il rastrello voglio prendere le telline e le vongole e se ci sono gli scogli voglio prendere le cozze insieme alla mia donna. Farò le foto per ricordo da portare a mio papa, e farò i castelli di sabbia insieme alla mia donna.

Quando starò a Cesenatico scriverò una cartolina a tutti gli amici del CIS

mercoledì 29 luglio 2009

Alessia, con te abbiamo vinto anche noi




I ragazzi del Centro Diurno CIS di Tor Bella Monaca festeggiano insieme a te la strepitosa vittoria ai mondiali di nuoto di Roma. La tua medaglia d'oro è un esempio positivo per i giovani delle periferie: uscire dal disagio è possibile.


lunedì 27 aprile 2009

Difendere il sociale che lavora contro il degrado urbano.

Appello alle istituzioni e ai cittadini, del Municpio delle Torri:
“la tutela e la promozione degli spazi pubblici non deve finire”.

E’ già da diversi anni che il Centro Integrazione Sociale CIS della Comunità Capodarco di Roma onlus, in collaborazione con il Consorzio di Cooperazione Sociale A. Bastiani, gestisce la manutenzione e la pulizia del verde in alcune piazze del quartiere di Tor Bella Monaca:
Piazza G. Castano - Parco Limitrofo - Piazza di Via dell’Archeologia presso Comparto R5.
In tale attività sono inseriti 8 ragazzi del Centro Diurno H di Via G. Castano n.39 di Tor Bella Monaca, struttura che offre servizi per la socialità e l’autonomia grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Roma V Dipartimento e dal Municipio Roma VIII delle Torri.
Per questi ragazzi si tratta di un’occasione di lavoro concreta e di un possibile processo di crescita personale vera perché attraverso la dignità raggiunta con l’occupazione, sviluppa autonomia e integrazione sociale. Inoltre questo lavoro di tutela degli spazi verdi e di servizio contro il degrado urbano è una vera e propria azione di utilità sociale per tutti i cittadini che quotidianamente vivono questi spazi pubblici: famiglie, anziani e bambini.
In tutti questi anni, ci sembra, abbiate apprezzato e sostenuto questa attività o, meglio ancora, avete valutato positivamente il servizio svolto in relazione all’incarico datoci dal Dipartimento XVI del Comune di Roma.
Adesso, purtroppo, le condizioni degli spazi pubblici in questione stanno peggiorando a vista d’occhio perché la convenzione che ci autorizza a svolgere il servizio non ci è stata riconfermata. Abbiamo ricevuto semplicemente una comunicazione scritta dal Comune di Roma - Dip. XVI del 14/04/2009 in cui in maniera sintetica e sbrigativa venivano solamente espressi i ringraziamenti per il lavoro svolto. Ma ancora oggi, non abbiamo ricevuto nessuna notizia in merito alla prosecuzione di questo importante servizio di contrasto al degrado urbano.
Non sappiamo perché e come tale scelta è nata, se da esigenze organizzative e/o burocratiche istituzionali, o da nostre probabili mancanze.
Se dipendesse da noi siamo pronti ad assumerci le possibili responsabilità ma allo stesso tempo, correggendoci e migliorando il servizio, vorremmo poter continuare questo progetto.
Inutile dirvi che siamo amareggiati per questa scelta che crediamo vada a pesare in particolare sui ragazzi impegnati nel lavoro, come crediamo pesi ed amareggi anche voi, visto che ad oggi nessuno comunque è venuto a svolgere le pulizie ed il resto al nostro posto.
Crediamo che questa esperienza, questi anni di lavoro non meritino di sparire o meglio finire così, vorremmo anzi ampliarli, avere più spazi e più ragazzi del territorio a partecipare e per questo vi chiediamo di firmare questo lettera da inviare al Comune di Roma, all’attenzione del Sindaco, chiedendogli se possibile che sostenga il lavoro svolto, ce lo restituisca, ci permetta di continuare sempre più in modo significativo il nostro progetto.

Grazie per la vostra attenzione
I ragazzi e gli operatori del CIS

lunedì 6 aprile 2009

6 aprile 2009 ore 03:32 a.m.


E’ arrivato all’improvviso di notte, traditore. seminando distruzione. Macerie e dolore ovunque: per tutti.
Certo il terremoto in Italia dovremmo aspettarcelo in ogni istante e un pò ovunque, data la conformazione geofisica del nostro territorio.
Tuttavia non siamo preparati: gli edifici non vengono costruiti secondo le norme antisismiche, l’abusivismo ha devastato il territorio e la prevenzione è inesistente. Manca una vera cultura ed educazione riguardo il rispetto ambientale e quindi per noi stessi.
Tragedie di questo tipo non sono prevedibili. Non ci si abitua mai, e qui da noi ogni scossa diventa tragedia. Ma la prevenzione è tutt’altra faccenda.
Il fatto che l’evento catastrofico sia accaduto di notte ha purtroppo fatto molte vittime, perchè la gente è stata colta nel sonno e quindi in casa. E se fosse successo di giorno? Chissà forse ancora peggio: i bambini nelle scuole, le persone al lavoro. E’ difficile dirlo. Molti sono gli interrogativi che questa ennesima tragedia “annunciata” purtroppo solleva e molte le questioni che si aprono in seguito a vicende dolorose come questa a partire dalla ricerca delle “irresponsabilità” di chi doveva controllare, vigilare e mettere in sicurezza preventiva sia gli edifici che le popolazioni. Ma questo non solo in Abruzzo ma su tutto il territorio nazionale. Per questo ci viole tempo ma anche Politiche adeguate. Forse è l’ora di cominciare la vera ricostruzione.
Per adesso: terrore, paura e disagio di ogni tipo. Più la lista delle vittima si allunga più cresce il senso della nostra impotenza. Ma è necessario darsi forza ed affrontare e risolvere tutti i problemi derivanti dal subito dopo.
Quindi decidi di partire come volontario per porgere il tuo aiuto, ma all’arrivo senti anche tu un certo disagio dovuto al fatto che non sai cosa fare. Da dove cominciare. Come comportarsi?
Ci si accorge presto che manca tutto perchè improvvisamente vengono cancellate tutte le cose e i punti di riferimento della vita di ogni giorno. Soprattutto i beni più preziosi: gli affetti, la casa.
Dopo un pò ci accorgiamo anche di come le comodità a cui siamo abituati, in un attimo non ci appartengono più. Diventiamo “profughi”, senza nulla. Solo una tenda e con l’angoscia dei cari ancora dispersi e con la speranza che qualcun’altro possa essere estratto ancora vivo da sotto le macerie. E in aggiunta a tutto questo le persone vengono saccheggiate dalle speculazioni di ogni tipo (la vendita a prezzi sbalorditivi dell’acqua minerale nei primi giorni) e dallo sciacallaggio infame. La speculazione mediatica ha toccato il fondo.
Dopo questi primi istanti c’è solo disperazione. Il sentimento della speranza è un qualcosa che arriverà dopo. A freddo. Per adesso si avverte solo un forte bisogno di abbraccio e di vicinanza. Più tardi voglia di normalità.

giovedì 2 aprile 2009

roba da matti

qui al cis sono tutti matti da manicomio
alessandra

i miei pensieri

ieri ero distratto e non pensavo a nulla, oggi riesco a ragionare tranquillamente
Daniele.

volontario per sentirsi utile

mi chiamo bruno scipioni ho 33 anni, sto nella protezione civile, mi piace farte qualcosa per gli altri, ed e un modo per mettersi in gioco, crescere

bruno
rolando ha ndato via cielo luca

un saluto alla mia amica

ciao alla mia amica luana che gli voglio tanto bene perche ci sentiamo al telefono.
maurizia del cis

Di anno in anno

Anche quest’anno per il CIS il Progetto si conclude il 31 dicembre.
Siamo a gennaio e come tutti gli anni le istituzioni non fanno ancora niente per garantire la continuità delle attività messe in piedi per noi.
La crisi economica che ci circonda certo ci spaventa anche più degli altri anni.
Proprio come quando ci consigliano di continuare a spendere e consumare per sostenere l’economia nazionale, allo stesso modo speriamo che le istituzioni decidano di sostenere i servizi come il CIS che ci aiutano ad affrontare la vita, e che sono diventate nel tempo parte integrante della nostra esistenza, luoghi dove abbiamo conosciuto e frequentate persone che consideriamo essere la nostra famiglia allargata.
Questo centro è per noi qualcosa di più che un posto dove andare e fare delle cose.
E’ un posto che ci ha dato l’opportunità di crescere e migliorare, rendendoci artefici in molti casi delle scelte da fare.
Molte cose le decidiamo in piena autonomia, altre le decidiamo insieme come gruppo.
Sentendoci ormai quasi una famiglia, abbiamo costituito un gruppo che sì auto-aiuta e trova in esso la forza per sostenere ed affrontare problemi e difficoltà anche personali.
Siamo un gruppo in cui ci si preoccupa anche di imboccare l’amico che non riesce da solo, senza aspettare l’operatore, un gruppo che sostiene l’amico senza mai giudicare.
In questi anni ognuno di noi a fatto tante conquiste personali ed è per noi veramente triste il solo pensiero che questo Centro può essere chiuso senza dare ad altri le possibilità che abbiamo avuto noi. Qui al CIS abbiamo avuto l’opportunità di scoprire di noi cose che non avremmo mai creduto di poter fare.

La redazione

Ricordo di un amico speciale


La scomparsa improvvisa di Rolando ci ha fatto veramente tanto male, ma la maniera in cui è avvenuta rispetta il suo stile.
Di Rolando non sapevi mai per certo se lo avresti rivisto domani. Se glielo chiedevi lui intonava: ”PARAPAPUNZIE, PARAPAPUNZIA”. E se gli chiedevi come stesse ti rispondeva: “Ah, quanto soffro”. E probabilmente era vero...............
Apparentemente lo vedevi isolato, non partecipe.
Ma il Rolando che ci piace ricordare è quello vero ed autentico dei momenti in cui aiutava Rossella a scendere dal Trambus, in cui faceva da papà a Rita portandosela in giro mano nella mano, in cui sosteneva le malinconie di Mary.................

CIAO ROLANDO
CON AFFETTO GLI AMICI DEL CIS.
Pubblicato da: Laboratorio "A Ruota Libera sull'Arcobaleno"

sette scope per sette ragazzi

Sono passati più di 8 anni da quando abbiamo iniziato questo lavoro, in cui salvaguardiamo la piazza antistante al CIS, il parco di via Mitelli, ed ultimamente i due parchi situati su via Anderloni, facendo la manutenzione del verde.
Tutto è incominciato con un semplice laboratorio di giardinaggio. Poi la nostra buona volontà è stata premiata e così ci è stato proposto di essere coinvolti in questo Progetto per la pulizia della piazza.
Quindi l’attività di laboratorio è diventata un lavoro, non definitivo, ma un’occasione per fare esperienza. Il progetto andrà avanti finchè le istituzioni (Comune di Roma, Municipio delle Torri) ci daranno la possibilità di proseguire. Speriamo che in futuro le cose cambieranno. Noi non ci arrendiamo, la volontà non manca, il lavoro non ci spaventa.
Cera una volta in un paese lontano........... Avevano detto che ci avrebbero fatto costituire una cooperativa. Questa favola va avanti non si sa da quanto tempo! Ma in realtà non succede mai nulla!
Se questo progetto non avesse un prosieguo, il degrado minaccerebbe le cose buone come il parco di Via Mitelli che sarebbe distrutto perchè sommerso continuamente dalla sporcizia.
Sarebbe distrutto anche il parco della zona del R5, poiché questo parco è frequentato continuamente da drogati, stranieri, ubriachi ecc etc.
Soluzioni? Noi proponiamo le nostre!
Far capire alla gente che bisogna rispettare l’ambiente ed il lavoro degli altri! Come? Lasciando a noi la possibilità di proseguire il nostro lavoro, di essere esempio per gli altri.
Se però vogliamo ottenere il rispetto della gente, è necessario che per prime le istituzioni ci ritengano degni di rispetto, mantenendo le promesse che ci sono state fatte e quindi riconoscendo il nostro operato come vero lavoro.
Siamo convinti che solo pulendo continuamente si educa la gente a fare altrettanto ed a comportarsi educatamente!

Green Group - pubblicato da: Laboratorio "A Ruota Libera sull'Arcobaleno"

venerdì 20 febbraio 2009

c'è "pasta" per te



17 febbraio 2009, siamo andati a visitare uno dei Laboratori Sociali della Comunità Capodarco di Roma ONLUS che negli ultimi tre anni all'incirca si è trasformata in un'opportunità lavorativa per alcuni ragazzi. Stiamo parlando del piccolo stabilimento della pasta situatosulla via laurentina situato a pomezia


mercoledì 14 gennaio 2009

Costruttori di bolle: libro-denuncia sull'informazione malata.


Esce il nuovo libro di Felice Sciosciammocca. Nelle pagine dell'inchesta l'autore si addentra in un'analisi intelligente e spietata della cronaca degli ultimi 15 anni per svelare come manipolazioni e costruzioni fantasiose insidiano quotidianamente le notizie, l'informazione.
Una denuncia forte e soprattutto un richiamo all'etica giornalistica.
Da oggi in tutte le librerie.
"Costruttori di bolle" di Felice Sciosciammocca - Vesuvio Edizioni - 187 pagg. - Euro 18,50

venerdì 12 dicembre 2008

L'anello della Lode edizione 2008


In prossimità del Natale, La comunità Capodarco di Roma è lieta di invitarvi alla prima edizione del premio: L'Anello della Lode.
Sarà un momento bello e di festa, da condividere insieme.

I mostri dell'informazione al villaggio della solidarietà


I ragazzi che curano il blog del Centro di Sollievo del CIS della Comunità Capodarco di Roma hanno partecipato alla giornata internazionale dei diritti dell'infanzia che si è svolta al villaggio della solidarietà di Salone a Roma. I rom del villaggio insieme agli operatori della cooperativa Ermes hanno accolto i cittadini del quartiere, gli insegnati e le associazioni del territorio, organizzando una grande festa. Con noi è stata presente Carlotta Urbani giornalista di Radio Rai 1 della trasmissione "Permesso di Soggiorno", che va in onda tutte le mattine dalle 5.50 alle 5.58. E'un programma di 8 minuti dedicati alla vita e ai percorsi dei migranti che vivono nei nostri quartieri. In questa occasione il microfono di Carlotta Urbani ha registrato le voci e i suoni della festa raccogliendo dal vivo testimonianze che promuovono la conoscenza reciproca e il superamento delle stereotipie e delle diffidenze: ecco il valore del servizio pubblico.
per ascoltare la trasmissione digitare questo link: http://www.radio.rai.it/radio1/permessodisoggiorno/view.cfm?Q_EV_ID=269660

martedì 9 dicembre 2008

RaSTA BLOG a PIU' LIBRI



I ragazzi del laboratorio di comunicazione del Centro di Sollievo del CIS della Comunità Capodarco, attualmente impegnati nella cura della biblioteca sociale di di Tor Bella Monaca, hanno visitato la Settima Fiera della piccola e media editoria che si è svolta a Roma - Palazzo dei Congressi - 5-8 dicembre 08: "PIU' LIBRI".
Anche quest'anno la manifestazione del libro è stata ricchissima di espositori e di incontri sui temi dell'editoria e della promozione della lettura a tutti i livelli. Molte le novità per l'editoria scolastica e del sociale.
Nel corso della visita il gruppo ha incontrato la responsabile delle Biblioteche Solidali del Comune di Roma Silvia Bazzocchi sul tema dei centri culturali nelle periferie. Inoltre abbiamo visitato un'esperienza significativa di editoria di strada: TERRE di MEZZO. Gli operatori dello stand ci hanno illustrato oltre ai libri e alle collane editoriali dedicate alle tematiche sociali, la nuova campagna per il lancio del nuovo giornale di strada. Il nuovo "street magazine" è un nuovo progetto culturale indipendente formato da 52 pagine a colori che contiene un mix di informazioni e contenuti che raccontano la città delle alternative possibili.
Per chi desidera ricevere informazioni sulla campagna digirare: http://www.terre.it/ oppure scrivere un commento a questo post.
All'uscita della manifestazione abbiamo incontrato un ragazzo "non bianco" ,operatore di Terre di Mezzo, che per strada ci ha venduto un bellissimo libro: "Il giorno in cui il leone regalò una coda agli animali -favole dell'Africa nera" - edizioni Terre di Mezzo.
Il libro, che è una raccolta di storie i cui protagonisti sono gli animali, metafora dell'uomo e del suo quotidiano, verrà letto nella biblioteca del CIS insieme agli altri ragazzi del Centro Diurno di Capodarco durante le attività di socializzazione.